DevCon 2007: A Real World Experience

Sono passati quasi 7 anni da quando noi di DevLeap (senza ancora avere questo nome) abbiamo partecipato alla PDC 2000 a Orlando. In tale occasione, a distanza di un solo mese da TechEd 2000, fu annunciata la rivoluzione nello sviluppo software secondo Microsoft. Il 13 febbraio 2002 nasceva ufficialmente il gruppo DevLeap e “casualmente” veniva rilasciata la versione 1.0 del Framework .NET :-).

Abbiamo sempre cercato di approfondire il più possibile le nostre conoscenze sulla piattaforma, cercando il dettaglio, il bit che aumentasse prestazioni, scalabilità e manutenibilità delle soluzioni che progettiamo per i nostri clienti. Questo perché, magari ingenuamente, crediamo nel software scritto bene, crediamo in soluzioni che durano nel tempo, crediamo nella qualità senza compromessi. La stessa qualità che cerchiamo di dimostrare in ogni nostro impegno pubblico, che sia una conferenza, un corso, l’analisi progettuale di una soluzione complessa o, semplicemente, un webcast.

L’informatica ha fatto passi da gigante in questi anni, non solo da un punto di vista prettamente tecnico, ma soprattutto dal punto di vista “organizzativo”: sta tramontando l’era dello sviluppo improvvisato, il tempo in cui chiunque era in grado di scrivere 100 righe di codice in Clipper, in Access o in Visual Basic e ottenere una soluzione pronta per “la produzione”. Le tecnologie e gli strumenti, di per sè, sono sempre più completi e semplici da usare, ma al contempo diventa sempre più complesso fornire soluzioni: oggi è più difficile mettere “insieme i pezzi” piuttosto che scrivere le righe di codice per accedere ai dati.

Detto questo, vogliamo evidenziare un aspetto che sfugge ai più (ma non a chi ci segue). È tendenza diffusa dare al “programmatore” un ruolo sempre più riduttivo, in senso economico e organizzativo. Si ritiene più efficiente avere tanti programmatori con skill modesti, facendoli lavorare secondo regole rigide e binari precostituiti, piuttosto che averne in numero ridotto ma con skill più elevati. Questa strada forse dà un risultato nel breve termine, ma nel medio-lungo periodo spesso si rivela controproducente e anche economicamente svantaggiosa. Pochi si curano dei costi di manutenzione di una soluzione, guardando sia al bug-fixing che all’aggiunta di nuove funzionalità. Noi abbiamo un’idea diversa, ma al di là delle teorie, è la mancanza di prove reali della validità di questa impostazione che ci conforta nelle nostre scelte. La conoscenza, dal dettaglio tecnico implementativo alla visione complessiva dal punto di vista architetturale, è un fattore decisivo nel conseguire risultati dove la qualità è ottenuta sia come valore per il cliente, sia come garanzia dell’investimento nel futuro.

Ci piace ricordare il detto “You get what you paid for”, il cui equivalente italiano può impropriamente essere il proverbio “Chi più spende meno spende”. La frase che ci è capitato di sentire “È difficile trovare programmatori in gamba, e quelli in gamba costano troppo” si commenta da sola e (per noi) spiega meglio di mille parole quanto sia schizofrenico questo atteggiamento in cui si guarda solo uno dei parametri che determina il costo finale, quasi ignorando le conseguenze che esso ha su tutti gli altri.

La conseguenza di questo ragionamento è l’importanza del conoscere in dettaglio le tecnologie: l’ottimizzazione di un sistema non passa più solo per il codice “puro”, spesso coinvolge i singoli componenti scelti, il modo in cui sono utilizzati e l’architettura nel suo insieme. Per questo è importante possedere anche una visione complessiva delle tecnologie disponibili. Seguendo questa filosofia, in DevLeap ciascuno di noi segue progetti reali e complessi, in cui interagiscono diverse tecnologie, ma al contempo si specializza in particolari aree tecnologiche, in modo da fornire competenze approfondite e sinergiche.

Lo spirito con cui affrontiamo DevCon 2007 è sempre lo stesso: fornire contenuti di alto livello mettendo sul tavolo da un lato le nostre esperienze reali sul campo e dall’altro il tempo dedicato a formazione e sperimentazione approfondita.

Ultimo importante dettaglio: il codice sorgente di tutti gli esempi sarà scaricabile per tutti i partecipanti. Gran parte delle sessioni si basa sul nostro modello applicativo; se vi piace il nostro modo di scrivere applicazioni, avrete un’applicazione .NET 3.0 funzionante che potrete adattare al vostro scenario. L’applicazione è stata costruita su diversi layer già con .NET 1.0 e nel tempo si è arricchita di interfacce mobile, interfacce WPF, modello di comunicazione basato su WCF e flussi gestiti con WF. Il tutto è stato ottenuto semplicemente smontando e rimontando piccoli pezzi, senza ripensare o riprogettare l’architettura complessiva, proprio a dimostrarne la sua solidità.

Vi aspettiamo e… bridge the gap!

Luca, Marco, Paolo e Roberto
DevLeap

 

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